Pagina:Ojetti - Alla scoperta dei letterati.djvu/320

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302 gabriele d’annunzio

gliere tra tanti e belli insegnamenti quelli che alla natura del mio libro si addicono meglio. Ho di quel giorno una memoria così viva e così luminosa che quando sono stanco da un lungo lavoro o dal lavoro sono distratto per via delle piccole necessarie cure mondane, rappresentandomi quel colloquio e quelli ammonimenti, mi riconforto e riprendo il pensiero e la penna con più baldo animo.

In quella camera ampia, o sul greto di faccia alla livida marina invernale; nella sua piccola stanza da letto dove presso l'inginocchiatojo è un leggìo che sopporta gli scritti di Leonardo nella nitida edizione del Richter, o su per le viuzze di Francavilla tra i saluti rispettosi dei paesani che lo chiamano per antonomasia il Poeta; nella camera da pranzo che per una larga vetrata guarda il mare aperto, o nel convento di Santa Maria Maggiore dove lavora Francesco Paolo Michetti e dove Gabriele ha scritto Il Piacere e L’Innocente e una parte del Trionfo: io ricordo