Pagina:Olanda.djvu/314

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302 AMSTERDAM.

per lunghissimi viaggi, e le loro famiglie andavano presso quella torre per salutarli e vederli partire, e piangevano. Sopra la porta v’è un rozzo bassorilievo segnato della data 1569, il quale rappresenta il porto, una nave che parte, e una donna che piange; e fu posto in commemorazione della moglie d’un marinaio, che morì di dolore per la partenza di suo marito.

È stato osservato che quasi tutti gli stranieri che vanno a veder quella torre, dopo aver dato un’occhiata al bassorilievo e alla Guida che ne spiega il significato, si voltano verso il mare come per cercare il bastimento che parte, e rimangono qualche tempo pensierosi. A che cosa pensano? Forse a quello che pensai io stesso. Seguono quel bastimento nei mari artici, alla pesca delle balene o alla ricerca d’una nuova via per le Indie, e alla loro mente si spiega come una visione l’epopea tremenda della marina olandese in mezzo agli orrori del polo: i mari ingombri di ghiaccio, il freddo che fa cadere a brani la pelle delle mani e del viso, gli orsi bianchi che s’avventano sui marinai, e spezzan le armi coi denti; i cavalli marini che accorrono a stormi furiosi per rovesciare le scialuppe; le rocce di ghiaccio mulinate dalle onde e dal vento, e le vaste pianure ghiacciate e mobili che s’incontrano, imprigionano e stritolano le flotte; le isole deserte sparse di cadaveri di marinai, di carcasse di navi, di cinture di cuoio rosicchiate nella disperazione dell’agonia dagl’infelici che morirono di fame; poi le frotte di balene che volteggiano intorno ai navigli, le for-