Pagina:Opere (Chiabrera).djvu/361

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348 prose

     Rivolgi gli occhi in giù:
     E gradisci mie voci,
     Che volano veloci
     Serve di tua virtù:

Ed altra volta accozzò via più maniere di versi. Udite:

Che venni manco al mondo,
     Quando gli anni volgeano
     Tanto cantati amor:
     O lieto, o ben giocondo,
     E di ver'oro secolo,
     Ricchissimo senz’or.

Io veggo un verso fornirsi sdrucciolosamente, alcuno fermarsi come zoppo, ed alcuno formato con dritta ragione; ciò mi rappresenta una fratta in campagna, ove siano sterpi e pruni, e per entro alcun fiore. Ora così fintamente componeansi i canti agli anni passati? voi ridete, quasi che io favelli scherzando? ma io non ischerzo per verità.

Or. Io rido di me, che io delibo pigliare cose a difendere, alle quali mestiere non fa di difesa; e sono per ammaestrarvi di quello che voi sapete, come me, ma non badate; e l’usanza universale ve ne porta seco, come gli alberi una piena di fiume:

Questi sono versi del Petrarca, e vi si scorge per entro gloria e memoria, rime sdrucciolose, non punto fatte come le compagne. Giungo questi di Dante:

Di qui traggasi esempio a mantenere l'usanza novella per la parte delle rime sdrucciolose; per l’altra parte di quelle che paiono zoppe, manterrassi pure con questo esempio:

I' die’ in guardia a s. Pietro, or non più no:
    Intendami chi può, che m'intendo io:
    Grave soma, ed un mal fu a mantenerlo.

Qui discerniamo no erto', rime lontane dal modo della rima mantenerlo; ed in somma veggiamo dal Petrarca posto un’orma sopra l'arena, che altri ha voluto seguendolo ben calpestarla; e Dante similmente disse:

Qui voglio farmi incontra al vostro parlare: vero, direte voi che Petrarca e Dante usarono questi modi, ma gli usarono quasi trapassando oltre, ed infingendo di non accorgersene; ma pure, dirò io, pertanto e vero che da loro ebbe questa usanza principio onde io couchiudo, che il moderno componitore non è ritrovatore, ma seguace degli ordini anticamente insegnatici; se poi egli erra, o non erra seguendoli per tal maniera, quale egli tiene, io non dico, ma tacerollo; ed errimi assai soddisfarà alla fattaci promessa, la quale fu di dichiarare che ogni tessitura di costui, che voi riprendete, s’appoggia all'esempio degli scrittori antichi e riveriti.

C. I versi di Dante non sono in componimento lirico, ma epico; e Dante e Petrarca in quella canzone si trastullò e compose per ciancia.

Or. Se quella maniera di versi sdrucciolosi e zoppi non v’offendono l’orecchia nell’epico, meno vi deono offendere nel lirico poema: perciocché nell’uno e nell’altro noi ora gli esaminiamo come versi, non pensando sovra altra cosa. Ma per darvi piena risposta, io vi rammento che Dante nella canzone: Poscia ch'Amor del tutto m'ha lasciato, una rima sdrucciolosa fra non sdruccioli.

Qual non dirà fallenza
     Divorar cibi, ed a lussuria intenderei
     Ornarti come rendere
     Si volesse a mercato di non saggi.


E Guido Guinicelli nella canzone: A cor gentil ripara sempre Amore, adoperò rima alle sopraddette opposta in quei versi:

Che non de dare uom fè,
     Che gentilezza sia fuor di coraggio
     In dignità di re:

O valoroso ingegno bastavi egli l’animo di darmi mentita?

C. Non sono sì forte mantenitore di mia opinione, ch’io debbia gli amici oltraggiare; ben potrebbesi più questionare, ma io voglio accettare quel poco che dite, come se assai diceste in questa materia; ma se voi, e me prenda buona ventura, uditemi: Io adesso metterò in campo un’accompagnatura di rime di cui, volendo, non saprei trovare più strana, che il Petrarca accompagni ho, e sto, e Dante accompagni qui, e così, è vero; ma queste parole tronche posansi in su lettera vocale, il che fare è atto naturale della toscana favelli; ma chi le tronca, e fatte posare so lettera consonante, non vi par egli che il favellare toscano voglia trasformare in lombardo?

Qual ricchezza di Creso
     A confronto di Sisifo,
     Dicamisi che val?
     Mentre riguarda appeso
     Il sasso che minacciagli
     La percossa mor lai?

Voi per voi medesimo qui stabilite il mio argomento: torto vi faria dichiararlo maggiormente.

Or. Il vostro ragionamento vuole andar passo passo. Voi, secondo ch’io m’accorgo, consentite che si possa rimare con parola, la cui sillaba fornisca con accento grave, siccome forniscono pietà, e stò, e consentite per lo esem-