Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/253

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Teodora morì nel mese di giugno per un cancro che da molto tempo l’andava divorando.

CAPO X.

I.° Bisogna leggere il libro 2 della Guerra vandalica per intendere pienamente quanto qui in compendio Procopio accenna. Qui basti avvertire, che tre furono i figliuoli di Bacco, stati alla impresa dell’Africa; cioé Ciro, Sergio, e Solomone il juniore. Questi è l’assassino di Pegasio. L’altro Solomone, la cui morte contribuì a disanimare l’esercito, siccome sul principio del capo Procopio indica, fu zio di costoro, guerriero violentissimo, che dopo Belisario debellò i Mauritani. Nel libro medesimo è parlato di Giovanni figliuolo di Sisiniolo.

2.° Areobinto fu senatore, di famiglia nobilissima, e marito di Projetta, figlia di Vigilanza, sorella di Giustiniano. Questa Projetta, ucciso in Africa Areobinto, sposò Giovanni, figlio di Pompeo, pronipote dell’ imperadore Anastasio. Areobinto era stato prefetto urbano, e prefetto del pretorio.

CAPO XI.

I.° Mentre Procopio, Teofane, Teodoro il lettore, e Vittore Tunnense, contemporaneo di Procopio, dicono che Giustino fu dell’Illirio, varii altri lo dicono di Tracia. Nè si deve pensare che si contraddicano, perciocchè Bederina, città al cui territorio Giustino apparteneva, era situata sul confine di quelle due provincie. Zonara aggiunge che Giustino fu guardiano di armenti e bifolco. Poca era la differenza; nè parmi che questo punto di storia meriti le glosse che vi hanno fatto gli Eruditi. Ma perché gli Eruditi hanno il privilegio di dire anche le meno fondate cose, non si è per parte di alcuno di essi mancato di dire, ch’egli era della nobilissima famiglia Anicia; e ciò sull’autorità di antiche monete, nelle quali è detto Anicio di soprannome. Ma in altre è detto anche Flavio, e Flavia pure Lupicina, la quale è