Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/106

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86 GUERRE PERSIANE

scheduna di esse riceve particolare denominazione; così l’intervallo che é uopo trascorrere prima di arrivare alla città d’Amida costituisce secondo alcuni l’Armenia, Edessa1 co’ suoi dintorni l’Osroene, prendendo il nome da Osroe suo re quando strigneva alleanza colla Persia. Or questa, tolte all’imperatore Nisibi e molte altre città della Mesopotamia, in ogni congiuntura di nuova guerra contro i Romani facea marciare gli eserciti pe’ recenti acquisti a motivo della bontà del suolo e della vicinanza ai nemici, mentreché la via di là dall’Eufrate battuta in avanti era per la sua aridità quasi deserta.

VII. Il mirrane tornato in Persia e ricondottevi le poche truppe campate dalla sconfitta ebbe severa punizione dal re, venendogli principalmente interdetto quell’ornato d’oro e di margarite che cingeva per lo avanti il suo capo; segno di grandissimo onore compartito dal

    cinquecento stadj; ma venuti presso la Media e la Paretacene entrano in Mesopotamia, la quale così appunto si chiama perché essi la serrano in mezzo. Quindi vagando per la Babilonide, vanno poi a sboccare nel mar Persico; ed essendo fiumi grandi e scorrendo per molte regioni somministrano considerabili comodità a chi si applica alla mercatura » ( Bibl. Stor., lib. ii, cap. 3. Traduzione del cav. Compagnoni).

  1. (1) Calliroe pur nomata in grazia d’una bella fontana (χαλλίρρόη) entro le sue mura. Ora ha cambiato di nome appellandosi Roba, o coll’articolo degli Arabi, Orrhoa, per abbreviazione Orba. Il fiume Scirto (saltatore) scorre vicino a lei, e recale molti danni colle sue allagazioni; i Sirii chiamanlo Daisar, voce affatto corrispondente nel significato all’antedetta.