Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/111

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LIBRO PRIMO 91
CAPO XVIII.
Esercito del re persiano capitanato da Azarete. — Belisario marcia alla testa delle sue truppe, e va temporeggiando. — I Persiani abbandonano il suolo romano la vigilia di Pasqua, solennità presso i cristiani maggiore d’ogni altra.— I Romani impazienti domandano la battaglia. — Aringa di Belisario. — Altra di Azarete. — Schieramento dell’esercito persiano. — Disfatta dei Romani. — Onorevole ritirata di Belisario. — Furore di Cavado contro Azarete — Rassegna delle armi persiane.

I. Cavado allegratosi ai consigli del Saraceno levò un esercito di quindici mila guerrieri, e datane la capitananza ad Azarete persiano, duce espertissimo nelle cose belliche, volle che Alamandaro servisse loro di scorta nel viaggio. Eglino adunque valicato l’Eufrate presso dell’Assiria, e traversata una regione affatto deserta, comparvero improvvisi nella Comagene, primo esempio che le truppe del re entrassero per di qua nelle nostre terre.

II. A tale comparsa repentina e di estremo spavento Belisario, indeciso dapprincipio, risolvé farsi incontro al nemico, e presidiati i forti, per tema non Cavado ponesse piede con altro esercito nella Mesopotamia senza difesa, partì alla testa di venti mila uomini, computando tra loro per lo meno due mila Isauri1. Duci della cavalleria erano que’dessi che pugna-

  1. (1) Era il costoro paese adiacente alla Pisidia, e notissimo