Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/118

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98 GUERRE PERSIANE

XI. Al cominciar d’una guerra é usanza tra’Persiani che tutto l’esercito col suo condottiero sfili innanzi al re seduto in trono, ed ogni individuo gitti, passando, una freccia in grandi cofani all’uopo quivi disposti, i quali fatta la rassegna suggellaci coll’impronta reale per venire nuovamente dischiusi al tornar delle truppe, dovendo allora ogni soldato coll’antedetto metodo riprenderne una: dopo di che gli ufficiali cui spetta contano le rimanenti per ridirne il numero al monarca, acciò e’ conosca la quantità degli uomini perduti in guerra : sin qui la consuetudine persiana. Quando Azarete adunque, ricondotto l’esercito in patria, comparve innanzi al re, questi domandògli qual nemica città avesse conquistato, memore tuttavia essendo che il duce partendosi con Alamandaro gli prometteva di espugnare Antiochia : l’altro rispose che avea non debellato cittadi, ma bensì vinta una battaglia. Cavado allora ordinò che si rivedessero gli strali, ed ogni guerriero chinòssi a ricogliere il suo : rimasane però grande copia entro i cofani, ed appalesatosi così il caro prezzo della vittoria, lo privò del grado, né più onorollo di sua confidenza.