Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/120

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100 GUERRE PERSIANE

laddove appunto il mare terminando forma un piccolissimo stretto, e chi lo naviga mira alla sua destra da mezzogiorno le montagne egizie, ed alla manca da settentrione un vasto deserto; né perde, viaggiandovi, la terra di vista, sino a che non approdi all’isola Iotaba1, lontana mille stadj e non meno da Aila. L’isola é popolata di alcuni ebrei, liberissimi ognora prima dell’imperator Giustiniano. Inoltrando viemmaggiormente, l’occhio non scuopre più terra alla destra, avvegnaché da sinistra si cali ogni notte a dormire sulla ripa, rendendovi i banchi di sabbia la navigazione fra le tenebre molto pericolosa. Hannovi eziandio varj porti, opera della natura non dell’uomo, e l’entrarvi é agevol cosa in ogni tempo.

III. Valicati i confini della Palestina metti il piede in quel de’ Saraceni, dimoranti ab antico sopra terra ferace di palmeti, non allignandovi altro albero comunque, e donata da Abocaralo, signor di lei, a Giustiniano, riportandone in guiderdone la filarchia de’ palestini Saraceni, dov’egli governa, temuto, i barbari sudditi, e col valore e con la molta esperienza sua guardò e mantiene tuttavia libero il paese dalle nemiche scorrerie; in oggi nondimeno all’imperatore il solo titolo resta d’un tal dominio, non traendone profitto al-

    tato del seno Arabico, lunge mille dugento sessanta stadj dal porto de’ Gazei (lib. xvi).

  1. (1) Di quest’isola, a breve intervallo dall’Arabia, fa menzione lo storico Malco nelle sue Cose bizantine. V. Storici min., tom. iii.