Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/312

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
288 GUERRE VANDALICHE

sulla riva del mar Ionio1. Taluni non di meno supposero che l'imperatore medesimo chiamato avesse i barbari a vendicare la ribellione de' suoi popoli2; ma

  1. (1) Due leghe da esso lontana scrive il N. A. nel lib. i delle Guerre contro i Goti. Di lei così parla Strabone: «Fra le città poi situate nelle paludi (dell'Adriatico) la maggiore è Ravenna, tutta fabbricata di legno e attraversata da correnti d’acque, sicchè vi si cammina o sopra ponti, o sopra barche che servono a tragittar pei canali. Quando gonfiasi la marea questa città riceve dentro di sè non piccola parte di mare; ed essendo così da queste acque e dai fiumi spazzato via tutto quanto vi ha di fangoso, l'aria per sè stessa cattiva ne rimane per così dire medicata; e quel luogo e perciò tanto salubre, che i principi ordinarono di nutrirvi ed esercitarvi i gladiatori... È mirabile eziandio la natura della vite in que’ paesi; perocchè alligna nelle paludi, e cresce celeremente, e porta abbondevole frutto, ma si consuma poi in qualtro o cinque anni... Rispetto a Ravenna è fama che la fondassero i Tessali; i quali non potendo più comportare le insolenze dei Tirreni, ricevettero volentieri fra loro alcuni Umbrii, che occupano tuttora quella città» (lib. v).
  2. (2) Fozio nell’Estratto delle Istorie di Olimpiodoro (Bibl., Cod. lxxx) venuto a quest'argomento scrivea: «Aggiugne (Olimpiodoro) che Alarico, prefetto dei Goti, chiamato da Stelicone onde presidiare l'Illirio in favore di Onorio (cui dal padre Teodosio nella divisione del regno fu assegnata questa provincia) sì per motivo della morte di Stelicone, sì perchè non avea avuto quanto gli era stato promesso, assediò Roma e la prese, ed oltre ad una innumerabile preda di danaro ne menò prigioniera Placidia, di Onorio sorella che dimorava allora in quella città; e dice pure che prima di prender Roma vi destinò ad imperatore un certo Attalo, personaggio illustre che n'era allora prefetto».