Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/36

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16 GUERRE PERSIANE
CAPO V.
Cavado con legge proclama la comunanza di tutte le donne. — I sudditi, depostolo ed eletto in sua vece Blaso, rinserranlo nella prigione di Lete — Origine di questo nome. — Tragico fine di Arsace re dell’Armenia.

I. Dopo queste vicende Cavado, abusando con ogni maniera di violenza dell'autorità sua, pubblicò una legge che metteva a comune tutte le donne1.

II. La qual cosa riscuotendo l'universale abborrimento de’ sudditi, questi, ribellatisi, il presero e gittaronlo in carcere2; dopo di che elessero a re loro

  1. (1) Platone nella sua tanto famigerata Repubblica vorrebbe anch’egli la stessa cosa. Diodoro Siculo narra tale costumanza essere stata in pieno vigore presso gli Etiopi: « Costoro, dic’egli, non menano moglie, ma tengono le donne promiscuamente in comune, e con eguale amore riguardano ed allevano come comuni a tutti i figli che nascono, e dalle nutrici sovente si cambiano i figli ancora infanti, onde le madri non possano riconoscere i loro » (T. 1, lib. ii, trad. del cav. Compagnoni). Così parimenti adoperavano gli Agatirsi (abitatori d’una parte della Transilvania e del Bannato di Temesvar) scrivendo Erodoto di essi: « Gli Agatirsi sono delicatissimi uomini ed oro portano in copia. Godono delle donne in comune acciocché sieno scambievolmente germani, e tutti essendo famigliari, né invidia, ne inimicizia l’uno esercita verso l’altro » (lib. iii, § 104, traduz. del cav. Mustoxidi).
  2. (2) Ciò fu negli anni 11 del suo regno, e 484 dell’era volgare.