Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/376

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352 GUERRE VANDALICHE

novero della comune degli uomini al mancar loro i mezzi ed i soccorsi necessarj all’adempimento delle proprie funzioni. Dove in fine, costretti a pugnare, collocheremo la salmeria, o potremo supplire qualunque altro nostro bisogno? Laonde mio consiglio sarebbe di procedere a golfo lanciato verso Cartagine, e fatti sin d’ora consapevoli che soli quaranta stadj innanzi havvi un porto chiamato Stagno, al tutto sguernito di presidio, e più che sufficiente a ricettare questo navilio, cercherei venirne al possesso per indi movere all’assalto della capitale. Ed, in fe di Dio, pervenuti una volta a conquistarla tutta la regione di leggieri correrà a prestarci obbedienza, sendo la natura delle cose umane foggiata in modo che il cader della parte principale seco trascini le rimanenti. Ponderate adunque le mie parole e delle proposte scegliete la migliore ». Taciutosi Archelao Belisario gli fe contro dicendo:

IV. « Non sia tra voi, o commilitoni, chi opini seder io qui arbitro delle cose dette, o arringarvi l’ultimo perchè dobbiate applaudire a’ miei pensamenti; volli soltanto conoscere gli animi vostri prima di manifestarvi il mio, affinchè possiamo quindi tutti concorrere in quella sentenza che ne apparirà la migliore. E piacemi dapprincipio rammentarvi come l’esercito poco anzi timorosissimo del mare, dichiaravasi apertamente determinato a fuggire sol che venissegli contro un nemico vascello; il perchè addivenuti noi bramosi di calare in terra appena giunti nell’Africa, facevamo voti di trovarvi un’agevol discesa: non sarebbe