Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/413

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LIBRO SECONDO 389

nell’Africa, e sino esclusi dal partecipare alla preda. Ma il duce, consortatili a far buon animo, sagramentò loro che se col soccorso del Nume riuscisse a soggiogare intieramente i Vandali, subito e’ verrebbero rimandati nelle proprie regioni carichi di nemiche spoglie; e così da quinci in poi ebbeli più valovosi ed attivi. Mirando in seguito ristabilite le mura e pronta ogni cosa per venire alle mani, ordinò che i trombettieri sonassero a raccolta, volendo inanimire di questo modo le truppe:

II. «Non so, o guerrieri, trovar motivo di esortazioni prima di condurvi in campo, stato essendo io medesimo or ora testimonio della vostra prodezza, mercé cui, vinti i nemici, abbiamo ricuperato e Cartagine e l’Africa tutta dopo di che superfluo addiverrebbe con voi ogni incoraggiamento di parole, non parendomi verisimile che truppe una stata vittoriose perdano all’istante la valentia degli animi loro. Tuttavolta non sarà fuor di proposito il rammentarvi che se vi mostrerete que’ dessi, i quali teste combatterono, porrete, a fe di Dio, termine ad ogni vandalica speranza, alle vostre fatiche ed alla presente guerra. Quest’ultimo cimento adunque che vi promette riposo e pace, e vi rinfranca da ogni tema sul conto de’ nemici, chiede grandissimo coraggio da voi, essendo tra le armi il solo valore peso e misura, non già la moltitudine de’ combattenti o la sterminatezza de’ corpi loro, a rendervi poi fortissimi nella mischia più che l’idoneo mezzo e il non perdere mai di vista la vergogna d’una sconfitta; e per verità come rinvenire ob-