Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/542

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518 INDICE


  scavare la fossa del campo, e da Procopio tenuta presagio della vittoria.  Pag. 347 
Capo XV. 

Belisario arringa l'esercito. — Entra per accordo in Siletto, (città). — Indirizza ai Vandali le scritte loro da Giustiniano. — Precede in buon ordine coll'esercito. — Si procaccia l'amore dei popoli colla disciplina rigorosa delle sue truppe. — Gilimero commette a suo fratello Ammata la morte d’Ilderico e degli affini di lui rinchiusi nelle prigioni cartaginesi 

» 356 
— XVI. 

Ragionamento di Procopio sulla Provvidenza. — Uccisione di Ammata, e rotta delle sue truppe. — Onore accordato dai Massageti ad una loro famiglia, che tale cioe de’ suoi membri fosse ognora il primo a disfidare il nemico alla pugna 

» 362 
— XVII. 

Belisario messo a campo l'esercito inspiragli coraggio nel combattere. — Terrore dei confederati. — Imprudenza e fuga di Gilimero 

» 365 
— XVIII. 

Arrivo dalle navi in Cartagine, ed animo degli abitatori bene affetto ai Romani. — Liberazione de’mercadanti prigionieri. — La truppa de’ vascelli piglia terra. — Belisario, entrato nella città alla testa dell'esercito, ascende il trono di Gilimero, ascolta i richiami dei saccheggiati da Calonimo, e fa loro giustizia 

» 369 
— XIX. 

Origine delle voci delfico e palazzo adoperate per indicare il cenacolo e l'abitazione de’romani imperatori. — Belisario salvator di Cartagine. — Scioglimento