Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/55

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LIBRO PRIMO 35

arrivarono gli altri duci romani, i quali nulla impresero che degno sia di memoria, imperciocché sendo molti i comandanti e tutti di contrario parere tra loro, non fu possibile ridurli a formare concordemente un piano di militari operazioni.

VII. Celere poi valicato colle truppe il fiume Ninfio1, scorrente nei dintorni di Martiropoli2, e trecento stadj lontano da Amida, entrò nelle terre degli Arzanenii, e messele a ruba fecesi indietro.


CAPO IX.
Amida assediata dai Romani. — Glone, comandante di lei cade in aguati per gl'inganni d’un villano. — Il figlio prendene le vendette ardendo la chiesa di S. Simeone. — Gl'imperiali riscattano la città con danaro. — Grande continenza de’ Persiani. — Tregua di sette anni

I. Areobindo in forza d’un ordine imperiale calcò la via di Bizanzio3, e gli altri capitani portatisi nel cuor del verno ad assediare Amida più volte cercarono

  1. (1) Questo fiume dividea le terre imperiali dalle persiane (cap. 21), e bagnava le mura della piccola città di Arzanene, rammentata dall’Autore al cap. 15 del lib. ii.
  2. (2) « La città di Martiropoli é nell’Armenia detta Sofanene, posta sul fiume Ninfio, e prossima ai nemici, perciocché in quel luogo il Ninfio separa i Rani dai Persiani, possessori ab antico al di là del fiume della provincia Arsanene » (Edifizj, lib. iii).
  3. (3) Su la derivazione di tal nome leggi Esichio, Delle origini di Constantinopoli, o sia, Frammento della Storia universale.