Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo III.djvu/240

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230 GUERRE GOTTICHE

il numero a trecento mila; le femmine custodite in ischiavitù spedironsi poscia in dono ai Burgundioni, guiderdonandoli con esse del soccorso avutone in questa guerra. Oltre di che rinvenuto là entro Reparato prefetto del Pretorio lo fecero a pezzi e gittaronne le carni in cibo ai cani. Cerbentino, pur egli quivi di stanza, potè co’ suoi trasferirsi per la veneta regione e pe’ confini delle vicine genti nella Dalmazia, e passato in seguito a visitare l’imperatore narrogli a suo bell’agio quell’immensa effusione di sangue. Quindi i Gotti, occupate per arrendimento tutte le altre città guernite dalle armi imperiali, dominarono l’intera Liguria. Martino ed Uliare coll’esercito si restituirono in Roma.


CAPO XXII.

Attristamento di Belisario all’udire la strage de’ Milanesi. Narsete richiamato dall’imperatore. Gli Eruli abbandonata l’Italia stringon lega co’ Gotti. — Indarno Vitige invita i Longobardi a parteggiare seco. Manda ambasciadori a Cosroe esortandolo a rompere gli accordi co’ Romani. — Giustiniano cerca di rappattumarsi col nemico.

I. Sì, come dicea, andarono le bisogne. Belisario all’oscuro tuttavia di quanto era accaduto nella Liguria, terminato il verno divisò marciare coll’intero esercito nell’agro Piceno. Strada facendo giuntagli nuova della milanese carnificina ebbene gravissimo cordoglio, e d’allora in poi non volle più gli comparisse innanzi Uliare; appalesata quindi ogni cosa all’imperatore, questi