Pagina:Opere di Raimondo Montecuccoli (1821).djvu/22

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
2

diritto di essere ammirata sempre, ed imitata, par nondimeno che ella prenda un maggior grado di forza e di energia, quando più da vicino ne appartiene, sia per ereditaria ragione di famiglia, sia per pubblico titolo e comune di patria1. Utilissimo fu adunque il provedimento decretato a quest’annua celebrità de’ nostri Studii, di reiterarsi con solenne encomio la memoria e le gesta degli uomini insigni, che qui fiorirono; e la sapienza del consiglio venne ancor più commendata dalla opportunità del luogo, che è Modena, di cospicui cittadini fra le italiche città doviziosissima, e dalla opportunità del tempo, che è il regno di Francesco III1, al quale le antiche lodi di queste provincie non son men care, perchè quelle del felicissimo suo secolo pur le abbiano vinte e trapassate: il cui genio magnanimo, sollecito al pari di richiamare tra noi l’antica virtù militare e la letteraria, si compiacerà certamente della immagine di un chiarissimo vostro cittadino, nel quale in eccellente grado convennero il valore e la scienza, i pregi della penna e della spada, Raimondo Montecuccoli2. Io non oratore, e della milizia

  1. Le opere di Sovrano così glorioso non sono da restringersi in una nota; senza che oggimai superfluo sarebbe il novellarle, dove tutta l’Europa ne è consapevole ed ammiratrice. La povertà ricoverata nel grande albergo, e nello spedale, Modena quasi riedificata, la difesa dello stato provveduta d’arme copiose, il commercio agevolato per ampie vie sulle più ardue montagne, la pubblica felicità stabilita nelle ottime leggi, le lettere soccorse e colla doviziosissima biblioteca, e colla università grandiosamente creata, ed infiniti altri benefizii procacciati dal suo governo, son tali vanti, che vogliono essere compiutamente noverati, e descritti da uno storico, e debbonsi tacere quando non è permesso che di accennarli. Nota dell’A.