Pagina:Opere di Raimondo Montecuccoli (1821).djvu/33

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deriva la scienza di ben governarli. Trascorse, o, a meglio dire, misurò con occhio filosofico la Germania, sede di tanti dominii, e maravigliosa repubblica di Stati, che sussiste per la contraddizione medesima de’ suoi principii. Esaminò la Fiandra, region militare, della quale, per così dire, ogni sasso è monumento di alcuna battaglia. Vide la Olanda, sede della libertà, e portento della industria e del commercio; e finalmente approdò alla Svezia, alla patria di Gustavo e di Cristina: di quella immortal donna, che allora conduceva sul trono di una bellicosa nazione la pacifica sapienza, e che di poi, per amor della sapienza e della verità, osò magnanimamente ricoverarsi nella tranquillità della vita privata.

Il desiderio di osservar nuove genti e nuove cose, e la immensità della distanza non rattennero Raimondo, che non ponesse ad effetto il pensier suo di rivedere la patria, ed ei la rivide per l’ultima volta19. Non vi sia grave, se io non ve lo rappresento invincibil giostratore nell’arena del torneo, e così degno della palma olimpica, come dell’alloro di Marte; e permettetemi che io tenga silenzio di quella sua funesta vittoria, ch’ei detestò finchè visse, e di quella fatal lancia, che, scossa dall’irresistibile impeto del suo braccio, ritornò a lui tinta del sangue di un amico. E nemmen vi sia molesto, se volto ad oggetti lieti, io non ve lo addito, quando ambasciatore20 a Monarchi, ed ammirato, siccome colui, nel quale si congiungeva alla fortezza d’Achille la non men pregiata facondia