Pagina:Opere scelte di Ugo Foscolo I.djvu/156

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conflato delle idee accessorie, i conflati minimi. Il valore si desume dalle lingue madri. A cagione d’esempio si spiega in Dante la parola fante1 dal verbo latino fari, o fare, fatus, fari (parlare) usato da Cicerone e da Orazio; come pure infante; che nell’infans de’ latini di primitivo senso vuol dire non parlante.

Il conflato delle idee accessorie è da distinguersi negli scritti d’ogni secolo. I conflati minimi che discendono dal suono necessario della parola si giudicano dall’analogia colla cosa che esprimono. Il primo pertanto di questi tre elementi della parola appartiene al giudizio, il secondo alla fantasia, il terzo all’orecchio. Ogni lingua pero ha il suo proprio carattere, come ogni nazione ha una sua particolare fisonomia. Qualunque autore per conseguenza deve studiare e conoscere il carattere esatto, e l’andamento della propria lingua, senza mai osare di violarla con modi stranieri; perchè se gli scrittori volessero a loro piacere innovare, oltre che acquisterebbero aspetto di plagiari, il dubbio renderebbe oscure le espressioni, e la lingua coniata di barbarismo perderebbe a un

  1. Alla voce fante la Crusca spiega: ― servidore ― ancella ― soldato a piedi — fanciullo — creatura umana — figura da giuoco. Vedi nella seconda parte il Proemio al 1.° canto dell’Iliade.