Pagina:Pancaldi - Sulla rete delle strade ferrate del Nord Ovest dell'Italia, 1856.djvu/13

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delle strade ferrate 327


PARTE SECONDA


Di una ferrovia da Padova per Rovigo, e per Ferrara a Bologna in corrispondenza spedita colla centrale italiana.




19.° Una Strada Ferrata di congiunzione fra ì due mari Adriatico e Mediterraneo, fra i Porti di Venezia e di Livorno sarà il compimento, ed anzi il perfezionamento della rete Ferroviana di una parte la più florida, la più commerciale, e la più popolata, come ell’è la più ricercata tanto dal commercio di Trieste, di Venezia, del basso Padovano, e del Polesine di Rovigo al di là del Pò; quanto dal Ferrarese al di qua di quel fiume; Strada Ferrata della quale tre Provincie Lombardo-Venete mediante le loro rappresentanze legittime, di comune accordo hanno implorata la costruzione presso il competente Governo nel tempo stesso che Ferrara si è mostrata pronta anch’essa a fare tutti i passi possibili per essere sottratta dall’isolamento nel quale si è lasciata e si trova tutt’ora, mentre nelle concessioni già date, e nei progetti di quelle che si daranno, e posson dirsi in istudio, i territori Pontifici alla destra del Pò, non si sono mai aggregati alla grande impresa della centrale. Questa riunione di più Provincie dei due stati Lombardo-Veneto e Pontificio, nell’aspirare alla costruzione di una Strada Ferrata da Padova a Bologna addimostra evidentemente da se sola la importanza della Ferrovia cui si aspira, ed il grande vantaggio che ben a ragione se ne ripromettono le popolazioni interessate, le speranze concepite sull’esercizio di una Strada Ferrata che attraverserà territori ricchi di produzioni agrarie, di un commercio già avviato, di una industria già inoltrata; pregi tutti locali oltre ai quali e più dei quali sono da rimarcare gli interessi generali che riguardano la Monarchia Austriaca, e che si estenderanno in appresso per tutto lo Stato Pontificio, essendochè i due Governi divisi come sono

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