Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/101

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XI

CLODIO, IL FRATELLO DI CLODIA


Clodio era fratello di Clodia. Di lui le storie ci hanno lasciato non lodevoli notizie. Cicerone lo classifica come lo spavento dei buoni cittadini, e che aveva deliberato di travagliare Roma fino alla morte.

È anche vero che quando Cicerone scrisse cosi, si trovava in speciali condizioni d’animo contro di lui. Che però Clodio fosse giovane fazioso, non sembra da dubitare. Clodio sarebbe stato qualcosa di simile a un nostro terrorista. Plutarco ce lo rappresenta che scorrazza per Roma, brioso e audace, a capo del proletariato, e faceva tremare anche il Senato.

Parlava con voce squillante, a scoppio sintetico, in quel linguaggio che è ben compreso dal coro dei disperati: Viva! Morte! Carne! Ammazza! Crucifige! Rapiamus raptores! Per vim, cum furore, cum ímpetu et festinatione rapiamus!

Avevano portato via a lui, o lui aveva dissipato la sua roba, e adesso lui voleva portar via la roba agli altri. Questo è il ritornello della ardente Musa, chiamata Clio.

Disposto però era Clodio, in queste opera-