Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/153

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il bacio di lesbia 151

te per altri. Ma ragioniamo con calma, o Catullo. Anche Giove tradiva Giunone. Ora Giunone, quando Giove la tradiva, frenava i suoi sdegni, perché sapeva che lo sposo suo era di molte donne voglioso. Si accontentò Giunone: e non mi accontenterò io? Sarai tu da meno degli Dei? ».

Questi bei ragionamenti, ricavati dalla vita degli Dei, non gli davano molta soddisfazione. E poi si accorse che come lui aveva schernito Metello col nome di «povero cornuto», cosi altri poteva schernire lui. La sua candida Diva era più folle di mutazioni che non Giove, perciò le disse:

— Non ti ricordi di Settimillo? Che cosa diceva Acmene a Settimillo?

— Diceva — , rispose lei — , che Settimillo era uno scemo!

— Non mi giurasti tu che se Giove ti avesse domandato per sposa, tu avresti preferito me a Giove?

— Queste mirabili cose, — rispose lei, — ti dimostrano quale fu in quel momento l’ardore del mio amore per te. Catullo mio, tutto è momento! Quel giorno, noi parlammo per poesia. La poesia è momento.

— Ah, — sospira Catullo, — le parole di una donna al suo amante sono scritte nel vento e su l’acqua fuggente.