Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/175

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il bacio di lesbia 173

Poi la voce del maestro tremò quando disse: «Io voglio, o Torquato, che un bambinello dai grembo della mamma tenda a te le manine e ti sorrida coi labbruzzi appena aperti. Oh, sia simile al padre suo, e chi non lo conosce dica: è proprio il figliolo di Torquato. E il volto innocente dimostri la pudicizia materna».

D’improvviso la voce del maestro si tacque, e noi lo vedemmo scendere giù dalla cattedra. La sua nobile fronte era posata alla vetriata contro cui batteva la pioggia. La testa di lui aveva un movimento sconsolato. Si fece silenzio nella piccola scuola. E allora, in quel silenzio, una di quelle giovani donne mormorò:

— Gli viene a mente il figlio morto.