Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/176

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XXVI

LA CASA SEPOLTA


Ecco che mentre vado ricordando Lesbia e Catullo, mi imbatto in questa dichiarazione che da principio mi fece un senso quasi spiacevole: «Lesbia, Lesbia, io ti ho amata più di un amante: ti ho amata come un padre ama una figlia».


Molte sono le dichiarazioni d’amore che i poeti composero per la donna da essi amata: ma io non ricordo di averne udita una simile a questa di Catullo.

— Ciò è per lo meno molto stravagante!, — dicevo fra me — . Tanto più che lei aveva sette o otto anni più di lui.

Ed ecco un’altra dichiarazione: questa è quasi tragica: «Tutta la nostra casa è sepolta». Le ripetiamo queste parole in quel suo latino: tota nostra domus sepulta est.

Come? Non ha Catullo una casa?

Sul lago di Garda esiste tuttora la casa di Catullo. La gente ne addita ancora le rovine: olivi e cipressi la frondeggiano, le onde del lago vengono a morire su la riva.