Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/179

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


XXVII

QUEL CHE FECE CATULLO


Si doleva Catullo che gli Dei non avessero compassione di lui e non gli portassero nessun aiuto. Ma aiutati da te, o uomo! e un Dio ti aiuterà. Intanto comincia a non andare più nei luoghi dove va lei, sta in casa, e alla peggio pensa di fare un gran viaggio lontano da Roma. Va a visitare le chiare città dell’Asia. Q vuole, insomma, un atto energico. Catullo in definitiva deve giurare a Catullo che non vedrà mai più, mai più la Signora. E non facciamo giochi di compromesso con dei «se», dei «ma», del «se per caso». Un taglio netto, risolutivo, come fanno gli orientali quando è morto il loro signore. Si immergono la spada nel ventre e poi la fanno passare, tagliando sempre, da destra a sinistra. Se la tua Dea è morta, e tu tàgliati il ventre, e cosi sarai guarito.

Ricordati, Catullo, diceva lui a se stesso, di non pencolare. Sta duro, tien duro; sta duro, durissimo, nel tuo proponimento.

In verità, soffriva molto.

E cominciò intanto a non uscir di casa, e si lasciò crescere la barba, e avverti gli amici