Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/205

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il bacio di lesbia 203


vani ritornare a Roma con otto schiavi orientali si da farsi portare in portantina per il corso! Cosi speravano, cosi dicevano. E invece niente.


Lì, in Asia, prima che ci arrivassero i Romani, c’erano passati i Macèdoni con re Alessandro a portar via i tesori di Dario; e prima ancora, il gran re Serse a portar via i tesori di Creso; e prima ancora il re dei re, Agamennone, a portar via i tesori di Priamo.

E questo fu nel mondo antico. E nel mondo nuovo andarono quei gran filibustieri che furono Spagnoli, Inglesi, Olandesi. Cosi ogni popolo vive per la sua morte, e muore per la sua vita.

In quel mondo antico dove andò Catullo, comandano oggi, con grande orgoglio, i Turchi e la gente turchesca, e ci vanno gli archeologi a scoprire le città morte e sepolte.

Catullo ci andò per trovare medicina alla sua passione e alla malferma salute, e anche per rivedere un’altra volta la tomba del fratello; e gli portava i doni della Morte, che erano latte, olio, miele. Parlò al cenere del fratello: «Ma invano —, egli dice, — io parlai ». Il cenere di lui era muto. E anche Virgilio dice che quelle inferie sono « vani doni» agli Dei. E anche Ugo Foscolo dice che parlò al « cenere muto » del fratello.