Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/41

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il bacio di lesbia 39

non ho moglie? E Virgilio è celibe come me.

— Appunto quello che vi stavo dicendo: Virgilio, a differenza di voi, ha del sacerdotale e i sacerdoti sono esonerati dal matrimonio. Voi siete ineguale e contradittorio; eppure voi vi capisco di più. Virgilio pare assorto in non so quale mistero di fati lontani. Fugge via da Roma più che voi. Qualche volta direi che dentro la sua anima sia un enigma. E un curioso uomo, Virgilio! Egli sembra avere dubbii su la cagione delle cose. Sarà benissimo: ma io non posso ammettere agnosticismi! Quel mago di Virgilio però sa una cosa che io non so: sa arrivare al sentimento con la rapidità di una colomba. Io non sono facile alla commozione, ma quando Virgilio mi ha letto quei versi su mio nepote Marcello, ho provato un brivido: «Heu, miserande puer! Mànibus date lìlia plenis: porpùreos spargam flores». Mia sorella Ottavia pianse veramente e ne fu confortata.

— Cosi è, Augusto, — disse Orazio — : contro la forza della morte c’è appena rimedio nel palpito di pietà dei poeti.

Augusto non rispose. I suoi occhi si erano fatti vitrei. Parve a Orazio vedervi un velo di pianto che per quella dilatazione cercava occultarsi. Senti dire: .

— Addio, Orazio. Statevi bene. E come vanno i vostri olivi e le vigne di Tivoli?