Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/55

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IV

PRESENTAZIONE DI CATULLO ALLA

DAMA E ELEGANTI QUESTIONI CHE

NE SEGUIRONO


Di gran moda allora erano cominciate a venire le terme, che poi nei tempi imperiali diventarono una frenesia, e si stenterebbe a credere se non rimanessero gli scheletri di quelli edifici come di giganteschi mammú. Imaginarli con rivestimenti di bianchi marmi, a vaghi ricami, pavimenti a mosaici, transenne di bronzo, cortinaggi preziosi, ninfei odorosi di fiori, stufe fumanti, fontane gorgoglianti, gelide acque nelle piscine natatorie, sarebbe come vedere Cleopatra nella gloria del suo corteo natante sul Nilo, e la mummia di Cleopatra.

L’imperatore Nerone, giovane forse di ingegno, ma disordinato perché offeso da gigantismo in tutte le sue operazioni, costruí terme gigantesche. Si sarebbero dovute chiamare stufe o bagni, come si dice delle sorgenti naturalmente calde e salutifere quali di Baia e di Sciacca; ma essendo di moda la lingua greca, cosí vennero in greco denominate: thermae thermarum.