Pagina:Panzini - Il bacio di Lesbia.djvu/57

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il bacio di lesbia 55


mani erano valutati secondo il numero e la qualità del comitato che attiravano attorno a sé, e che sapevano conservare.

— Magnifica e valorosa domina, — disse Cicerone conducendo Catullo per mano, — concedete che io vi presenti questo giovane ornatissimo, urbanissimo, nonché discreto e dicace: il suo nome è Catullo.

— Non mi è nuovo, non mi è nuovo, — disse la dama porgendo la mano.

La mano era candida, congiunta per un polso gemmato a un braccio modellatis simo : il braccio nuotava entro la manica aperta di un kiton di lana bianca e di foggia ionica, ampio e talare.

— Qualche brivido, — disse la dama rivolgendo la parola a Cicerone, — ma non spiacevole. La doccia gelida dopo il bagno caldo è una mia invenzione. La consiglio anche a voi, Marco Tullio; placa i nervi e fa bene al cervello.

Catullo udiva una voce di suono aspretto con un martellare vago di sistri argentini. Poi rivolgendo ella gli occhi su di lui, si senti investito da una gran luce: le sue pupille nere.

— Cato?... Catone?... Catullo? Siete forse parente del censore Catone?

Al nome di Catone si levò un mormorio allegro di reprobazione fra quei giovani.