Pagina:Panzini - Il romanzo della guerra, Milano, Lombardo, 1914.djvu/20

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12 il romanzo della guerra


tutto inutile proclamare una verità a cui nessuno avrebbe prestato fede.

Così si parlava, tanto si era lontani dalla idea della guerra. Era così sereno il mare in quei giorni! Tanta vita allegra e spensierata fioriva lunghesso il mare!

***

Sul mondo, d’improvviso, è apparso lo spettro immane della Guerra.

Oh, non mai più terribile cometa vide il mondo! Il Vescovo ordinò ai devoti le orazioni pro tempore belli: in tutta l’Italia si tennero comizi popolari contro la guerra. Ma le preghiere pro tempore belli non valsero più degli ordini del giorno nei comizi. Si sono udite voci strane, incredibili! «Siccome il capitalismo è internazionale ed è danneggiato dalla guerra, così fu proposta una momentanea alleanza fra capitalismo e proletariato che pure è internazionale ed è danneggiato dalla guerra». Si sono adombrati i fatti alla maniera così derisa dei vecchi tempi, quando non esisteva ancora il materialismo storico e la critica positiva: cioè si diede tutta la colpa al Kaiser, alla bellicosità del figlio del Kaiser: Tisza, Francesco Giuseppe, la casa Krupp, il Papa, i fornitori di muletti e di buoi... Come la guerra di Ilion, cagionata dalla vendetta di Menelao e dall’isterismo di Elena.