Pagina:Panzini - Il romanzo della guerra, Milano, Lombardo, 1914.djvu/87

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***

1 Settembre. Quella dolce e buona signora M*** è disperata. Suo figliuolo — lei è vedova ed ha quel figlio solo — vuol partire per la guerra. — Non mi è scappato due anni fa quando ci fu la guerra tra il Montenegro e la Turchia? Per fortuna me lo fermarono a Bari... Lo persuada lei; ha tanta soggezione di lei....

E stamane, alle otto e mezzo, mentre attendo il treno che porta i giornali, quel caro figliuolo mi è venuto incontro.

È il più mite giovane che si possa pensare: forse ha un po’ del semplice, cioè è un ragazzo che ha alcune idee semplici.

Gli dico: — Dunque lei vuole andare alla guerra?

— Sì, primo reggimento degli Ussari della Morte. Rimango un po’ intontito.

— Ma non è lei italiano?

— Sì, italiano, — ma, secondo lui, l’Italia deve marciare con le sue alleate, e siccome l’Italia non si muove, andrà lui. E poi odia i Russi, ed ama il Kaiser da lui conosciuto personalmente nel libro di Ernesto Gagliardi (Guglielmo II, fatti, parole, carattere); e poi gli Ussari della Morte sono all’avanguardia delle più pericolose scorrerie.

Spargono il terrore! Poi un popolo che l’Imperatore chiama alla guerra e vanno