Pagina:Panzini - Io cerco moglie!, 1920.djvu/198

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— Qualche cosa, però, si capiva — dico io. — Mi ricordo dell’esposizione di Milano, nel 1906. Qui c’era il padiglione della Francia: era l’arte de se déshabiller. Di fronte c’era il padiglione della Germania. Bene, sa lei che cosa ci avevan messo all’ingresso principale? Due bocche di cannone. “Ohi là!„ mi ricordo che ho detto. E l’anno scorso, un commesso di una casa di Lipsia mi diceva: “Fate buoni acquisti, signor Sconer, perchè quando nostro imperatore darà il segnale, la Germania si muoverà come un serpente d’acciaio„. Cosa vuole? Non avevano più soldi, e l’imperatore ha detto: “Ragazzi miei, perchè volete rubare in casa del vostro buon papà? Andiamo a rubare in casa degli altri„. È stata una festa per tutti i partiti. Se la va, la va! La guerra è un affare.

— Ah, — esclama forte madama Caramella — è perchè non c’è più religione.

— Brava! — dico io. — Quello che diciamo noi a Milano: non c’è più religione.

Ma ecco che l’avvocato dà fuori da matto, e dice:

— Se non ci fosse quest’angioletto, andrei a farmi ammazzare anch’io.

Allora l’angioletto dà fuori da matta anche lei, e dice: