Pagina:Panzini - Novelle d'ambo i sessi.djvu/123

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La martingala 111

LA MARTINGALA.

Nel tempo in cui mi trovavo a X..., facevo i miei pasti all’osteria detta del Togo.

Ci si stava bene.

Vino buono, cucina in vista, prezzi da ridere per la mia borsa: la quale con venti centesimi extra otteneva che su la pardàlide della tovaglia venisse disteso un tovagliolo senza partàlidi. Forse un po’ di tanfo di molta gente e di fumanti vivande. V’era poi l’inconveniente disgustoso del dito pollice del cameriere, che simpatizzava per lasciare impronta di sè sull’orlo del piatto, quando portava le vivande.

E non so perchè quel dito pollice sceglieva sempre la parte dell’orlo meno libera.

Il mio stomaco, nato delicato, ne soffriva un po’: d’altra parte avevo in quella osteria il vantaggio della sensazione del popolo

Sua Maestà il popolo frequentava molto quel-