Pagina:Panzini - Novelle d'ambo i sessi.djvu/14

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2 novelle d'ambo i sessi


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Ora per cause tuttora ignote, nel tardo autunno del detto anno, i topi avevano invasa la biblioteca; quella del primo piano verso giardino; e questa cosa era preoccupante.

Feroci, inafferrabili, questi malvagi topi avevano perpetrato guasti notevoli. Un incunàbolo — ad esempio —, l’Ars Moriendi con rarissime silografie di Lorenzo Coster d’Harlem, era stato rosicchiato. V’era poi il topo burlone, che era andato a mettere il nido proprio dentro l’armadio della camera da letto del signor Professore, e da mezzanotte all’alba, durava con uno sgretolamento così tenace che a giudicare dal fracasso doveva essere un bestione come il gran Maligno. Durava tutta la notte quel lacerante rumore, e se per caso cessava, ciò non avveniva che per un raffinamento di crudeltà: appena il signor Professore si assopiva, e lui ricominciava.

— Che ne dite, Battista, della mia congettura che sia lo stesso topo che ha deturpato le silografie del Coster?

Molto egli odiava codesto topo, quasi come odiava quei falliti che chiamavano lui topo di biblioteca; perchè il professor Fulai era gentile sì, ma velenosetto.

Che se egli stava nelle biblioteche ed archivi,