Pagina:Panzini - Trionfi di donna.djvu/163

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il trionfo di nadina 159

minate mannequins, pupe o fantocci, perchè servono per la prova delle vesti.

Costei già si accingeva a svestirsi, quando Mrs. Evelyne, rivolta a Nadina, disse:

— Vi dispiacerebbe, ragazza mia, di provare voi questa toilette? la vostra persona mi pare più adatta.

Quelle parole tolsero la giovane dal suo torpore.

Si levò e si appressò allo specchio docilmente.

Le due commesse allora si accinsero a toglierle gli abiti che a’ suoi piedi, come antiche spoglie, cadevano l’una dopo l’altra.

E allora l’abito fu sovraposto alle carni con la solennità di una vestizione o di una consacrazione: per un po’ le mani delle giovani attesero, posando, adattando; poi si scostarono pianamente, in silenzio per contemplare.

Lievi gridi di ammirazione sorgevano accanto a Nadina.

Passò qualche istante.

Un lampo passò folgorando negli occhi di Nadina.

Aveva visto sè trasfigurata, rinnovata, rinata nella grande specchiera, più grande e, più che bella, terribile quasi in quel grande scollato, con quell’enorme strascico che la ingigantiva sollevandola quasi, come sopra un altare. Un sorriso le germogliava sul labbro.

Sorrideva, dunque!

Era l’anima nuova, di dentro, che rideva: era