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224 viàggio d’un pòvero letterato

dove sorgèvano le alte pioppe: ella guardava, la immota, la immensa serenità del cielo nelle estive sere: ogni tanto, ogni tanto per il cielo corruscava una vampa di fuoco: èrano i lampi di caldo. Un pìccolo bambino le era accanto, quegli che fu poi Giovanni Pàscoli. Guardava anche lui i lampi di caldo.

Ci ricorda lui stesso, in una sua prosa, la madre sul greppo e i lampi di caldo nella serenità della estiva sera: non egli lo dice, ma in me rimase la impressione che egli volesse significare la natura, la quale appare serena, ma ogni tanto la sua pupilla scatta con un lampo di feròcia.

Poi dìssero a quella donna: «Il vostro uomo fu ucciso, e ciò è spiacèvole. Ma voi e questi vostri bimbi che state a far qui? Qui siete di troppo, alla Torre. Avete la casa vostra a San Màuro. Via, andate alla vostra casa. Vi ritirate quieti e parlate poco».

Andàrono. I piccini otto; la madre nove. Questo fu per settembre, il giorno della Madonna. C’era a San Màuro gran festa e sparàvano i mortaletti. Passò la carrozza coi figli e la donna dell’assassinato. Un uomo del pòpolo quando la