Pagina:Patria Esercito Re.djvu/132

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114 parte prima

ora tenente generale nella riserva: l’altro, il 22 giugno, per opera del soldato volontario Luigi Mainoni d’Intignano, ora tenente generale comandante un Corpo d’Armata, e senatore del regno. E l’uno e l’altro, due diletti figli di quella Milano che di entrambi va orgogliosa.

La carica del 29 aprile 1859, che costituì il primo scontro di quella campagna di guerra, avvenne dunque tra un plotone di Cavalleggeri Saluzzo, comandato dal sottotenente Fabio Longhi, e due plotoni di Ussari Häller, comandati pure da un ufficiale.

Questo brillante fatto d’armi, appunto per la fortuna d’essere il primo, mise il fuoco dell’entusiasmo e dell’emulazione nelle vene di tutti i volontari di cavalleria, nobilmente invidiosi della gloria di un loro compagno.


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Ed ecco come il Cenni lo descrive colla penna e colla matita:

“..... dietro i contadini fuggenti, alte e sfolgoranti appaiono alcune punte di ussari. È il momento solenne! Il nostro giovane ufficiale — il Longhi — s’appressa ai suoi uomini, li squadra con fermo contegno, li spiega in bell’ordine a traverso la strada a poche centinaia di metri davanti a Zinasco, presso il cimitero di Soirana; e ricorda loro che il Reggimento non si deve ritirare che a pezzi. Poi volta la fronte al nemico, e attende!

Gli ussari, dal canto loro, si fermano, si ordinano a traverso la strada in linea di battaglia, più profonda perchè più numerosa dei nostri, poi, dopo una breve concione in lingua incomprensibile del loro comandante, ecco l’ordine della carica; ecco lo squillo delle trombe da ambe le parti!

Lo spazio è già divorato, i due ufficiali, primi all’attacco, si urtano