Pagina:Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.djvu/49

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nale, nè più condiscendente nel tener vivo l’impegno proprio, per così lungo spazio di tempo.

La Rappresentanza municipale di questa città fu unanime, in ogni periodo amministrativo, nel volere che il sacrifìcio consentito fin dal 1885 fosse mantenuto, malgrado le scoraggianti incertezze, e nell’aderire a tutte le esigenze dello Stato.

Ciò risulta non solo dai documenti che abbiamo, anno per anno, indicati, ma dai resoconti delle sedute del Consiglio Comunale, dove si domandò conto più volte degli ondeggiamenti del Governo.

Una prima interrogazione in proposito fu fatta al Sindaco dall’on. conte Francesco Guicciardini, il 1.° Novembre 1887.

Seguirono le interrogazioni del Consigliere Pozzolini, il 26 Luglio 1892, del Consigliere Ing. Marchettini, il 4 Aprile 1894, del consigliere avv. Arnaldo Berti in due sedute del Dicembre 1894, 17 e 19, del 13 Gennaio 1896, e del 12 Ottobre 1896. E, successivamente, il Consiglio ebbe altre volte occasione, fino al passato Ottobre, di apprendere le rassicuranti dichiarazioni del Governo, avvalorate dalle molteplici visite dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato.

Venne a Firenze l’on. Coppino, Ministro della Pubblica Istruzione, il 6 Settembre 1887, e ne ripartì convintissimo che bisognava porre mano sollecitamente alla edificazione del nuovo palazzo per la Biblioteca Nazionale. Poi avemmo, allo stesso scopo, la visita del Ministro Boselli, l’8 Ottobre 1890, quella del successivo Ministro della Pubblica Istruzione, il 30 Marzo 1891, dell’onorevole Baccelli, che era tornato alla Minerva per la seconda volta, l’8 Maggio 1894, e le ispezioni de visu del Sottosegretario di Stato, onorevole Costantini, il