Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/34

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vato per appoggiarvi l’attuale colonna, e come sono i capitelli che veggonsi più presso alla porta. Finalmente ossservando il campanile nella sua parte più eminente, ed il tamburo della cupola, si presenta un lavoro del secolo XVI. E in fatti è noto che amendue queste parti del tempio s’innalzarono sotto gli auspicii del nostro munificentissimo vescovo principe Clesio. La cupola, tutta di marmo rosso costrutta, è, chi ben considera, una meraviglia dell’arte in ogni senso.

Procedendo nell’interno del tempio duole l’osservare come sia soggiaciuto a quella malnata tendenza di voler rimodernare l’antico, invalsa ne' due secoli che precessero il nostro, e che non ancora potè sradicarsi col gridare de’ più assennati. Veggonsi le antiche oscure pareti discordare sconciamente coi moderni bianchi intonachi delle volte, resi più ingrati dalle ammanierate pitture di cui furono ricoperti, e tutta la grave architettura del tempio dissonare coi bizzarri corniciamenti degli altari. A turbare l’armonia grave e maestosa di questo tempio concorrevano le strane barocchierie della cappella del Sacramento, le quali essendo cadenti mettevano in pericolo i sacerdoti che vi ufficiavano, ed i divoti che vi assistevano. Per lo che con saggio consiglio furono levate per cura dell’attuale principe vescovo di Trento Giovanni Nepomuceno de Tschiderer. Questa cappella fu eretta in sul finire del secolo XVII dal vescovo principe Francesco degli Alberti, che al di fuori per la sua schietta semplicità è molto elegante. I ristauri fatti si presentano bensì nobilmente, non però affatto in armonia collo stile del tempio. I quadri del pittore trentino Alberti furono conservati e ristaurati, si incrostarono le pareti di marmo, e ogni cosa si ripulì. I lavori furono diretti dal sacerdote Giuseppe Zulzer, e sostenne la spesa S. A. il principe vescovo. É pur dissonante il maggiore altare eretto nel 1744 a somiglianza