Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/115

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le ostriche di san damiano 103

è così, come afferma il cameriere: ella può mangiare senza tema di contrarre alcun obbligo o servitù!„

Che più?

Io presi delicatamente con le dita uno di que' preziosi molluschi (e mandavano un profumo di alghe marine e di fresche onde oceaniche) e lo inghiottii d'un solo boccone di cui mi dura ancora la dolcezza nel cuore, come dice il divino poeta: ma il verso, oh, vedi triste effetto delle eccessive libazioni! non mi riuscì di formularlo per intero.

E anche le restanti cinque ostriche subirono la medesima sorte della prima, e l'una era più squisita dell'altra.

“L'uomo vorace e ingegnoso - pensava tra me - mette a contribuzione la terra, l'aria ed il mare per soddisfare i propri appetiti: e benchè il vizio della gola sia spregevole e indegno della umana dignità, certo è che l'inferma nostra natura vi cade più spesso che non convenga;„ e quei gusci d'ostrica mi richiamavano in mente quella lirica bellissima dello Zanella che ha per titolo: Sopra una conchiglia fossile:

Vagavi co' nautili,
   co' murici a schiera
   e l'uomo non era!