Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/160

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148 nella terra dei santi e dei poeti

degli uccelli„ e la poesia intitolata «La vita solitaria», che dice:


Talor m'assido in solitaria parte,
Sovra un rialto, al margine d'un lago
Di taciturne piante incoronato.


- Mo' va bein là, cinein! - sclamò con dileggio il Pasini, il quale (mi ero scordato di avvertirlo) è bolognese, e, come tale, reca attraverso lo spazio ed il tempo il carattere faceto che è proprio di quella illustre e geniale città, insieme al suono giocoso del dialetto natìo, - se tu cerchi un lago da queste parti, perdi il tuo tempo.

- Sarà stato un lago artificiale....

- Se è così, farai bene a venirlo a cercare di gennaio: con questo sole il lago è asciugato: rimangono a pena le pozze per lavare; e poi farai bene a montare un asinello invece della bicicletta. E infine capirai che un poeta non ci mette tanto a battezzare una pozza col nome di un lago.

Le ragionevoli osservazioni del compagno mi fecero accelerare il moto del pedale e così andammo per lungo tempo finchè si giunse ai piedi del colle, o poggio che è più esatto, che conduce a Macerata, l'emula e rivale di Recanati.