Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/22

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10 leuma e lia

parlare anche lui a pena fosse cessata la tempesta delle domande e delle carezze.

Allora un sottile scoppio di risa si udì, benchè fosse assai sottile e come represso, il quale però ebbe la virtù di fermare le parole di Astese e fargli volgere gli occhi dalla parte da cui veniva quel riso motteggiatore. Gli occhi di Astese si incontrarono in due altri occhi incantati su di lui come su di un saltimbanco, ed appartenevano al volto di una giovanetta di fine e commovente bellezza.

I quattro occhi si fissarono per un istante, e quelli dell’onorevole Astese si sarebbero certamente corrucciati e le parole avrebbero detto: “Signorina, lei è un’impertinente!„ ma quegli occhi esprimevano una meraviglia così pura e quel volto era così adorabilmente giovane, che Astese non increspò il sopracciglio nè disse parola.

La signorina capì nondimeno d’aver fatto male, si voltò subito dalla parte del finestrino e pareva molto confusa: e un signore di mezza età che le sedeva di fronte, le battè su le ginocchia e fece segno col capo, come a dire: “Via, così non sta bene!„

Leuma approfittò del silenzio per dire: — Amico mio, noi siamo arrivati oramai.... È un peccato doverci lasciare....