Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/290

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278 la bicicletta di ninì

scompariva davanti al ribrezzo che quello gli incuteva. Certo era una cosa quasi inverosimile: il cancello di notte è chiuso, la bestia dorme; ma il timore era più forte della ragione, e quel feroce mastino lo vedeva balzare su Ninì.... e gli si gelava il sangue e chiudeva gli occhi quasi per non vedere la orribile sua fantasia.


*


Ma ad un certo punto scorse in fondo in fondo un lumicino: il lume ingrandiva rapidamente senza rumore.

- È lui! è lui! - disse il signor Alberto, che si sentì rinascere. - Il poverino è tornato addietro: meno male!

Si mise in mezzo alla via levando tutt'e due le braccia.

La bicicletta squillò per allontanare lo strano viandante, che si dovea vedere assai da lontano.

- Son io, son io. Ninì, - urlò il signor Alberto, quando il riflesso della lampada l'ebbe investito.

- Oh, papà! sei tu? - disse il ragazzo con gran sorpresa, e balzò di sella.

Il brav'uomo se lo ricoverò convulsamente