Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/291

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la bicicletta di ninì 279

fra le braccia e non cessava dal baciarlo e andava ripetendo tutto contento:

- Meno male che sei tornato indietro.

- Indietro? - disse Ninì con voce offesa. - Chi te lo ha detto? Sono andato sino in città, ho chiamato il dottore, e fra pochi minuti vedrai la carrozza: siamo partiti insieme.

- Ma davvero? ma tu hai volato, figliuolo, - e non sapeva persuadersene, e gli pareva un miracolo. - E hai avuto paura? - domandò poco dopo avviandosi verso la villa.

- Io paura? Di che? Delle ombre?

E si mise a ridere allegramente.

- Racconta, racconta....

- È presto raccontato, - disse il ragazzo: - giunto in città, sono subito andato alla locanda, la Corona di Ferro che tu hai detto, e il dottore entrava proprio allora con il maggiore di cavalleria e degli altri ufficiali; gli dò la lettera, e lui la legge....

- E che faccia ha fatto?

- Oh, una brutta faccia; ma dopo mi guarda e si mette a ridere. Io, puoi capire, stavo serio serio. “È lei il figliuolo del notaio?„ “Sissignore!„ dico io. “Ed è venuto proprio lei da Sant'Abate?„ “Sissignore!„ (Avevo, pensa, la mia macchina appoggiata