Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/292

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
280 la bicicletta di ninì

ad una colonna ed era diventata tutta bianca, ed ero anch'io diventato tutto bianco di polvere). “È venuto solo?„ “Sissignore.„ “Quanto ci ha messo!„ (Che curioso eh, papà?) Io gli dico: “Ventinove minuti.„ “Bravo bambino!„ dice allora il maggiore e gli altri che stavano a sentire, e giù, mi battono la mano su la spalla che mi facevano quasi cadere. “Bene, - dice il dottore, - domattina, carino, alle sette sono lassù; dillo pure al babbo, che stia pur sicuro che verrò lassù, bravo bambino! Dirai che intanto mettano su la gamba delle compresse fredde.„ “Il papà mi ha mandato perchè lei venga subito,„ dico invece io. Il dottore mi guarda, ma si vedeva che aveva poca voglia di muoversi e stava cercando delle scuse. Diceva: “ma adesso non posso, è impossibile!„ Ma gli ufficiali si misero a ridere e a beffarlo e gliene han dette tante, che io mi sarei vergognato, e a me, invece, mi hanno colmato di finezze, mi hanno fatto fare un uovo sbattuto; un tenente mi ha voluto offrire una ciliegia nello spirito, un altro mi voleva dar del cognac, e oramai litigavano fra loro se il cognac mi avrebbe fatto bene o male e poi mi domandarono se volevo fare il soldato.