Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/71

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leuma e lia 59

colleghi. Ma comprendendo che l'infelicità di Lia potesse avere fondamento sul vero, e non volendo d'altra parte scoprire più in là che ella non scoprisse, così si accontentò di confermare le parole di lei dicendo:

- Ciò, se è vero, mi sorprende, perchè Leuma era un idealista e un artista nell'anima, e quando era in collegio scriveva molti versi e prose di romanzi. «Veramente, - pensò, - li scrivevo anch'io i versi: ma allora si usava.» E alzando la voce: - Non fa dunque nè pure un piccolo sonettino per la sua sposa?

- Neppure! Oh, ma che cosa crede lei! Che io mi lamenti per me? Ma già, sciocca io a confidare certe cose! Lei prende tutto in ridere; e su questo Leuma vedo proprio che ha ragione da vendere e dice benissimo.

- Cosa dice Leuma? da brava, sentiamo!

- Dice che voialtri deputati pigliate tutto in burletta, anche le cose più serie, e per questo non farete mai niente di buono, perchè non avete fede.

- Egregiamente: dica però a suo marito che noi lo terremo d'occhio. Certe idee sovversive del signorino sono giunte sino a noi. Ma per ora tiriamo avanti nel nostro argomento. Vedrà ora se colpisco giusto: ella sta