Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/76

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64 leuma e lia

- Allora mi spieghi come passa Leuma qui il tempo, che pure deve fuggire assai lentamente.

- Nel modo più stravagante, - disse Lia sorridendo, - almeno per uno che era tanto amico degli eroi e delle cose ideali. Vuol vedere? questo è un giorno buono. Venga con me.

E Lia calò le tendine di rosa: nella stanza solitaria i libri rimasero soli: i grandi libri che vivevano la loro vita immortale e dall'alto della scrivania guardavano i giornali e i tanti altri libri comperati da Lia, i quali morivano senza nè pure essere tagliati.

Lia richiuse a chiave la porta di quel piccolo cimitero.

Uscirono dalla villa e Lia precedeva speditamente fra le cataste delle asse e dei tronchi.

- Le assicuro, signor onorevole, che chi vuole tener dietro a tutta questa roba - diceva indicando - non ha tempo da perdere, anche se il giorno è lungo. Adesso poi che abbiamo anche i bachi da seta, è un da fare!

Intanto erano giunti lontano dalla villa, dove si apriva un cancellaccio: quivi era una fila di carri con su dei pesanti tronchi, e molti lavoratori a gran fatica li scaricavano,