Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/191

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Primus ab aethereo venit Saturnus Olympo,
Arma Iovis fugiens, et regnis exul ademptis.
Is genus indocile, ac dispersum montibus altis
Composuit, legesque dedit: Latiumque vocari
Maluit, his quoniam latuisset tutus in oris.
Aurea, quae perhibent, illo sub rege fuerunt
Saecula: sic placida populos in pace regebat.
Deterior donec paullatim ac decolor aetas,
Et belli rabies, ac amor successit habendi.
Tum manus Ausonia, et gentes venere Sicanae:
Saepius et nomen posuit Saturnia tellus.
Tum reges, asperque immani corpore Tybris,
A quo post ITALI fluvium cognomine Tybrim
DIXIMUS: amisit verum Albula nomen 1.

Stando questa narrazione di Virgilio riassuma pure il Sig. Baluffi l’argomento, e dica2 "Ecco la vera epoca, in cui l’Italia assunse un tal nome: ogni altra opinione è un’eccesso urtante, e capriccioso. I siculi poi rimasero in quella provincia sotto il regno de’ successori d’Italo, come si è detto, fino a che non ne furono discacciati circa un buon secolo dopo l’eccidio trojano." Non posso credere, che la terra Saturnia fosse così chiamata sino ad Italo, da cui prese il nome d’Italia, perchè Evandro, che secondo il Baluffi fu prima d’Italo, dice, che la terra Saturnia aveva cangiato più volte nome Saepius et nomen posuit Saturnia tellus. non posso crederlo, perchè come avverte il Micali3, tra le antiche rivoluzioni Italiche manifestateci dagli Storici4 non trovasi più alto principio di quelle de’ Siculi, e le guerre, che questi sostennero cogli Umbri, furono secondo Dionisio le maggiori, e le più ostinate, che si fossero insino allora vedute. Gli Aborigeni, ed i Pelasgi si collegarono insieme per cacciarli dal Lazio. Da queste guerre presi


  1. Aeneid. lib. 8 v. 314.
  2. P. 160.
  3. Tom. 1. p. 54.
  4. Plin. lib. 3. c.14.Dionis.lib.1. c.16.