Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/145

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prescritto dal Beccaria, l’è cosa egualmente perigliosa il dar luogo alla giurisprudenza, che conduce all’arbitrio. Come evitare entrambi questi inconvenienti che risultano dall’ordine stesso sociale, dallo svolgersi e modificarsi dei rapporti? rimandate il reo ai suoi giudici naturali, al popolo. Le leggi scritte siano di norma, e non d’altro; le decisioni del popolo superiori ad ogni legge. Potrà il popolo eleggere dal suo seno alcuni cittadini e costituirli giudici; ma i giudizii di questi saranno sempre annullati dalla volontà collettiva, a cui deve riconoscersi come diritto inalienabile, inerente alla sua natura, alla sua sovranità, la decisione suprema di ogni contesa. Così non potrà più avvenire, che vengano inflitte punizioni contraddittorie alla pubblica opinione ed ai tempi; così avverrà che le leggi seguiranno lo svolgersi ed il mutare dei costumi, nè mai questi verranno in lotta accanita o sanguinosa con esse. Adunque:

10.° La sentenza del popolo è superiore ad ogni legge, ad ogni maestrato. Chiunque credesi mal giudicato può appellarsi al popolo.

E così prendendo le mosse da due semplicissime ed incontrastabili verità: 1ª L’uomo è creato indipendente e libero, e solo i bisogni sono assegnati come limiti a questi attributi. 2ª Per allontanare da sè questi limiti, a rendere sempre più, ampia la sfera di sua attività l’uomo si associa epperò la società non può, senza mancare al proprio scopo, ledere in minima parte gli attributi dell’uomo; siamo stati condotti alla dichiarazione di dieci principii fondamentali, de’ quali un solo che non venga rigorosamente osservato, la libertà e l’indipendenza saranno violate. Dunque ogni contratto sociale, volto, non già a confermare l’usurpazione di una classe, ma la felicità dell’intera nazione, deve aver come base questi principii.