Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/249

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stimolo al lavoro, l’altro di vedere se mai siavi nel sistema il nocivo intervento del governo.

Il lavoro non è attraente, come asserisce Fourier, ma nemmeno ributtante; senza necessità non lavorasi, ma esistendo la necessità ed armonizzando il lavoro con le proprie inclinazioni, tutto ciò che in esso è penoso sparisce. Quale lavoro sarà più proficuo, quello del proletario che ha il solo stimolo della fame, il cui salario è invariabile, e le cui forze sono logorate dalla miseria; oppure quello di un agiato cittadino, che ha scelto il lavoro secondo la propria inclinazione, ed il cui guadagno cresce al crescere del prodotto? Gli infingardi esistono, ma essi riconosciuti come tali dalla società di cui fanno parte, verrebbero assoggettati ad una multa all’epoca della divisione dei lucri.

Il governo interviene nel solo caso, che osserva la violazione di quei principii stabiliti come base del nuovo patto sociale. Prima che la nazione sia costituita, egli dice agli oziosi proprietarii: «Voi non avete diritto alcuno sulla terra; se volete vivere, lavorate; ai contadini: la natura non ha concesso a nessuno la proprietà della terra, tutti sono padroni di coltivarla, e la nazione garantisce loro il frutto de’ lavori; per far ciò con ordine, associatevi. Si rivolge al capitalista e gli dice: tu non sei che un usurpatore delle altrui fatiche, il capitale è proprietà nazionale, a te altro non ispetta che una porzione uguale a quella degli operai, e devi, secondo le tue attitudini, lavorare come essi lavorano.» Il governo non farà che bandire leggi semplicissime e chiarissime, che nessuno avrà bisogno di aiuto per comprendere; e lascierà ai contadini ed agli operai la cura di porle in atto. Proporrà la costituzione delle varie società, che la Costituente, Congresso di scienziati, avrà compilato, rimanendo ai cittadini piena libertà di respingerli, o modificarli, purchè