Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/266

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poi davvero cos’è Dio? Quando pure gli concedano che l’Umanità è Profeta di Dio, potranno persuadersi di aver trovato il fondamento d’una teoria della vita? Una teoria non può assumere per fondamento se non un principio certo ed evidente; e Mazzini vuol fondare la teoria della vita sopra un giuoco di parole, sopra un’incognita?

«La formola italiana è dunque essenzialmente, inevitabilmente, esclusivamente repubblicana, non può uscire che da una credenza repubblicana, non può inaugurare che repubblica.» Ed anche questa conclusione è fallace. La formola Dio e Popolo non è, e non può dirsi nè esclusivamente, nè inevitabilmente repubblicana, poichè è essenzialmente indeterminata, ossia nulla. Essa riceve il suo significato dal carattere di chi la proclama; ed è repubblicana sulla bandiera di Mazzini, come sarebbe teocratica su quella di Pio IX.

«La formola francese, non accennando alla sorgente eterna della legge, ha potere per difendere con la forza, col terrore, non con l’educazione, alla quale manca la base, le conquiste del passato; è muta, incerta, malferma su l’avvenire.» V’ha qui un gruppo di metafore, in cui non veggo lume da nessuna parte. Accusare una formola di non potersi difendere! Mescolare insieme formola e forza; formola e terrore, formola ed educazione! O che? la formola dev’essere dunque un esercito o una fortezza, una scuola o una accademia? E la formola di Mazzini ha dunque il potere di educare? A crederlo però aspetteremo di vederla salire in bigoncia, e di ascoltare le sue pedagogiche lezioni! — Del resto che la francese non accenni alla sorgente della legge, è appunto il suo pregio e il suo merito principale; e che sia muta, incerta, malferma su l’avvenire, non può sostenerlo, se non chi ignori o voglia affatto dimenticare il senso più ovvio delle parole libertà, eguaglianza, fratellanza.